Political Activism and Labor Strikes in Italy
Nov 2, 2026 3:16 Filmed in Italy
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La palabra es de Marta.
Gracias, para nosotros es un
verdadero honor estar aquí
hoy, porque el
30 somos conscientes de que hemos
escrito todos juntos una página de
historia, no solo para nuestro país,
sino también para la lucha de clases a
nivel internacional,
gracias al trabajo realizado por el
Coordinamento Internazionale dei Porti,
por USP y los
trabajadores portuarios.
Hoy, lo que ha sucedido y está
sucediendo en Italia es algo realmente
inédito. Si vemos, por un lado,
al Gobierno de Meloni
titubear y n— la única
respuesta que sabe dar a una
crisis que nos golpea con el alto costo
de vida es esa— la política de rearme, la
política de aumentar el gasto militar
para permanecer bajo el paraguas
de la OTAN, de la Unión Europea y,
por tanto, ocho decretos de
seguridad y
por tanto, la criminalización de los jóvenes de
los barrios periféricos, de las luchas de los
transportistas y agricultores.
Al otro lado,
un amplio
sector que hemos visto hoy intenta
apropiarse de las plazas del otro día,
pero no se atrevió a
presentarse porque sabe
que es par— parte del mismo
problema, sabe que es la
causa de las condiciones de
vida en las que
vivimos y de que no lleguemos a fin de mes.
Mientras que lo que se expresó en la, en la, en la
grandísima jornada
de huelga general del 30, del
30 de, de octubre,
que paralizó de verdad el
país es algo independiente
de este bipartidismo que
han intentado imponernos,
que están intentando imponernos
también con la nueva ley electoral.
Y todo esto, es evidente
que asusta a quienes
nos gobiernan, pero asusta
a toda una clase política, a una élite política.
tanto políticas como sindicales.
Así que quiero agradecer,
en nombre de Potere al
Popolo, una vez más, el
coraje combativo de la Unione Sindacale di Base,
que tiene el coraje de
dar la cara y llevar adelante las
luchas como hay que hacerlo, y no
como hacen CGIL, CISL y UIL,
que siempre llegan cuando ya es tarde.
Por eso creo que ahora tenemos
la responsabilidad
de no dar tregua
a este gobierno y echarlo de verdad.
Lo que se expresó en las plazas es una
desconfianza popular hacia este
gobierno, con la conciencia
de que estaremos listos para
echar a cualquier
gobierno, sea del color que sea,
cuando impulse políticas de rearme,
cuando no tenga el valor de decir
que hay que salir de la OTAN, en el
momento en que no tiene el valor
de denunciar e interrumpir los acuerdos con
el
Estado terrorista de Israel.
Así que, frente a
todo esto, ahora tenemos
tareas. De aquí a la gran
manifestación del 12
de
diciembre, que debemos
organizar en todo el país,
todas y todos juntos.
Tenemos… nos espera un mes de trabajo.
Creo que antes se habló de más de
70 plazas que se han
organizado de norte a sur.
Así que tenemos que volver a todas
esas plazas. Antes se
hablaba de una caravana,
organicémonos.
Este es un elemento que se ha
borrado de la historia,
pero la fuerza
de la organización popular es
la que puede impulsar un cambio
real y puede reescribir la historia
del lado de los oprimidos, no del
de los opresores. Así que
volvemos a todas las ciudades,
y afrontamos los
momentos de movilización ya previstos
para el próximo— el próximo mes
para llegar a una movilización
enorme frente al Parlamento, para
hacer caer este gobierno,
pero sobre todo para construir algo
alternativo e independiente de la
miseria y de la guerra que quieren
imponernos. Gracias.
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Parola a Marta. Grazie, per noi è veramente un onore essere qua oggi perché il 30 siamo consapevoli di aver
scritto tutti insieme una pagina di storia non solo per il nostro Paese, ma anche per la lotta di classe a livello internazionale grazie al lavoro fatto dal
coordinamento internazionale dei porti, da USP e dai portuali. Oggi quello che è successo e che sta accadendo in Italia è qualcosa davvero
di inedito. Se vediamo da una parte il governo Meloni arrancare e n-- l-l'unica risposta che sa dare a una crisi che morde al caro vita è
quella-- la politica del riarmo, la politica di aumentare le spese militari per stare all'interno dell'ombrello della NATO, dell'Unione Europea e quindi otto decreti
sicurezza e quindi la criminalizzazione dei giovani delle periferie, delle lotte degli autotrasportatori e degli agricoltori. Dall'altra parte
un campo largo che abbiamo visto oggi prova a intestarsi le piazze dell'altro giorno, ma non ha avuto il coraggio di presentarsi perché sa
di essere da-- parte dello stesso problema, sa di essere la causa delle condizioni di vita in cui viviamo e che non riusciamo ad arrivare alla fine del mese.
Mentre invece quello che si è espresso nella, nella, nella grandissima giornata di sciopero generale del 30, del 30 di, di ottobre che ha bloccato veramente il
Paese è qualcosa di indipendente da questo bipolarismo che hanno cercato di imporci, che stanno cercando di imporci anche con la nuova legge elettorale.
Ecco, tutto questo è evidente che fa paura a chi ci governa, ma fa paura a tutta una classe politica, a un ceto politico sia di tipo politico che di tipo sindacale.
Quindi ci tengo a ringraziare a nome di Potere al Popolo ancora una volta il coraggio conflittuale dell'Unione Sindacale di Base che ha il coraggio di
metterci la faccia e portare avanti le lotte come vanno fatte e non invece come CGIL, CISL e UIL, che arrivano sempre a babbo morto. E allora credo che adesso abbiamo
la responsabilità di non dare tregua a questo governo e di cacciarlo davvero. Quella che si è espressa nelle piazze è una sfiducia popolare rispetto a questo
governo, con la consapevolezza che saremo pronti a cacciare qualsiasi governo di qualsiasi colore nel momento in cui porta avanti politiche di riarmo,
nel momento in cui non ha il coraggio di dire che bisogna uscire dalla NATO, nel momento in cui non ha il coraggio di denunciare e interrompere gli accordi con lo
stato terrorista di Israele. Ecco, rispetto a tutto questo quindi noi adesso abbiamo dei compiti. Da qui alla grande manifestazione del 12
di dicembre che dobbiamo costruire in tutto il Paese tutte e tutti insieme. Abbiamo-- ci aspetta un mese di lavoro.
Credo che prima si è parlato di oltre 70 piazze che si sono organizzate da nord a sud. Ecco, noi dobbiamo tornare in tutte quelle piazze. Si parlava
prima di una carovana, organizziamoci. Questo è un elemento che è stato rimosso dalla storia, ma invece la forza
dell'organizzazione popolare è quella che può mettere in campo un cambiamento reale e può riscrivere la storia dalla parte degli oppressi, non dalla parte degli oppressori.
Quindi torniamo in tutte le città, affrontiamo i momenti di mobilitazione già previsti per la prossimo-- nel prossimo mese per arrivare a una grandissima
mobilitazione sotto il Parlamento, per far cadere questo governo, ma soprattutto per costruire qualcosa di alternativo e indipendente alla miseria e alla guerra che ci vogliono
imporre. Grazie.
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